CHIESA
Chiesa di San Rocco
La chiesa è mantenuta dalla confraternita di San Rocco, aggregata all’omonima arciconfraternita di Roma, la quale possiede i beni amministrati dagli officiali, ai quali si è ordinato di render conto della loro gestione.
Sull’altare maggiore, la stessa confraternita è tenuta a far celebrare le seguenti messe: otto per l’anima di Cornelia di Giacomo Scorzi; tre per Dianora Grilli; quattro per Gian Marco Baldassarre; cinque per Lucrezia Tini Grilli; due per Paolo Pacelli; otto per Lucrezia Scorzi; sei per Bernardina Fioriti; dieci per Olimpia Scatolini; due per Luca Cilla e una ogni domenica e festa di precetto per i confratelli defunti. Sono tutte celebrate dal cappellano pro tempore, al presente don Giovanni Angelo Nobili, il quale è stato interrogato riguardo l’adempimento. Visto l’altare, il vescovo ha ordinato di coprirlo con tela cerata e stragola e di dipingere la croce sul fronte entro un mese, pena le sanzioni previste.
Anche l’altare di San Vito, che conserva le reliquie del santo titolare, è mantenuto dalla confraternita suddetta che, in virtù di un legato di 500 scudi istituito da Clerio Baldassarre, è tenuta a far celebrare su di esso e per l’anima dello stesso testatore, due messe la settimana e una messa solenne con otto lette, primi e secondi vespri nella festa del santo titolare e un anniversario nel giorno seguente.
Il vescovo intima di formare lo stato del legato e di informarlo dell’adempimento mentre, riguardo all’altare, raccomanda di provvederlo di un nuovo paliotto di diversi colori, almeno di corame, di baldacchino, di tela cerata e stragola e di dipingere la croce sul fronte entro un mese.
L’altare di San Gaetano, già concesso a don Vincenzo Cagnoli, è passato in eredità a don Domenico Marini, che, alla presenza del vescovo e dei convisitatori, ha manifestato l’intenzione di assegnare alla confraternita, dopo la sua morte, 200 scudi e un annuo livello di 4,87 scudi, come per disposizione fiduciaria del Cagnoli, fermamente espressa al medesimo Marini nel momento della morte. Nel frattempo, il Marini fa celebrare, nella festa del santo titolare, una messa solenne con vespri. Visto l’altare, si è ordinato di coprirlo con tela cerata e stragola e di provvedere a una nuova predella entro un mese.
Riguardo alle sacre suppellettili, si è ordinato di dorare la patena e di restaurare la pianeta di colore bianco.
Infine, bisogna munire di vetri le finestre, restaurare il tetto, rimuovere l’umidità e porre una croce di ferro sulla sommità della chiesa.