CHIESA
Chiesa di San Giovanni Decollato
Vi è eretta la confraternita della Disciplina o della Misericordia, aggregata all’arciconfraternita di San Giovanni Decollato di Roma il 23 maggio 1693. I confratelli usano vesti nere e si riuniscono nelle feste per la recita dell’Ufficio dei Defunti e per ascoltare la messa che è celebrata dal cappellano, con l’applicazione del Sacrificio per i confratelli defunti. I beni della medesima sono amministrati dai suoi officiali, ai quali il vescovo comanda di render conto della loro gestione.
L’altare maggiore è di patronato della stessa confraternita, che è tenuta a far celebrare otto messe per Nobile Nobili, cinque per Lucrezia Tini, dieci per Polissena Menenali, sei per Giovanni Baldassarre, tre per Dianora Grilli, tre per Polissena Chiodi, tre per Giacomo Chiodi, quattro per Cipriano Annesi, sei per Giovanni Nardi, dieci per Marzio Baldassarre e cinque per il fu Domenico Curzi. Nella tabella degli oneri, inoltre, figura anche una messa ogni venerdì, per legato di Eutizio Chiodi, che si celebra all’altare di San Francesco di Paola. Il vescovo ordina al vicario foraneo di esaminare la particola del legato e ai cappellani di informarlo dell’adempimento, e di rinnovare la tabella, intimando di farla sottoscrivere al suddetto vicario e di conservarla in sagrestia. Riguardo all’altare, comanda di provvederlo di candelabri, di nuove tabelle dei Secreta, di sgabello e di tela cerata e stragola entro due mesi. C’è anche un legato di una messa cantata il quattro ottobre per Meschino Chiodi, come anche un legato di una messa cantata il 16 novembre per Giulia Chiodi.
L’altare della Santissima Concezione è di diritto della congregazione o confraternita omonima, aggregata all’arciconfraternita di San Lorenzo in Damaso di Roma, i cui beni sono amministrati dai suoi officiali, ai quali monsignor Tenderini chiede conto della loro gestione. I confratelli usano vesti bianche e si riuniscono nei giorni di festa per recitare l’Ufficio della Beata Vergine e ascoltare la messa celebrata dal cappellano con l’applicazione del Sacrificio per i confratelli defunti e, nelle agonie, si recano in processione alla chiesa di San Sebastiano. Per obbligazione della medesima, celebrano: novantacinque messe all’anno, delle quali una prima dell’Ufficio e l’altra dopo l’Ufficio a turno devono essere celebrate per l’anima di Fabio Luzi, sempre nei giorni di festa – ossia prima e dopo l’altra della quale si è detto nella visita dell’altare maggiore; dieci per Domenica Quaranta; dodici per Olimpia e Angela Mandolini, e poiché si suppone che nel testamento le messe fossero state demandate secondo il frutto della casa legata, il vescovo ingiunge di esaminare il testamento e di accertarsi. Visto l’altare – nel quale riposa il corpo di santa Lipporimpa vergine e martire – ordina di coprirlo con tela cerata e stragola entro un mese.
L’altare di San Francesco di Paola fu eretto per devozione di Ortensio Gavotti. Vi si celebra un legato di una messa ogni venerdì per Eutizio Chiodi. Esaminato l’altare, il vescovo dispone di coprirlo con tela cerata e stragola.
L’altare di San Filippo Neri è privo do oneri di messa ed è mantenuto per devozione da Filippo Petrucci. Anche in questo caso, si comanda di coprirlo con tela cerata e stragola.
Sull’altare dei Santi Giovanni Evangelista e Bartolomeo, già di diritto di Meschino Chiodi, ora degli eredi di Battista Marini, è eretto un beneficio con l’onere di tre messe la settimana per Giulia Chiodi, il cui rettore è don Giovanni Marini, al quale si chiede di formare meglio lo stato, con l’indicazione degli istrumenti, e di dar conto dell’adempimento. C’è anche un legato o beneficio istituito da Meschino Chiodi, con l’onere di quattro messe la settimana, che, per decreto della Congregazione del Concilio del 19 agosto 1709, sono state ridotte a centoventi messe; il rettore è don Francesco Loppi. Visto l’altare, il vescovo intima di coprirlo con tela cerata e stragola entro un mese.
L’altare di San Mattia Apostolo è mantenuto dalla omonima confraternita secolare che è tenuta a far celebrare ogni anno dodici messe per i confratelli defunti e cinque per Virginia Tani. Il vescovo chiede di informarlo dell’adempimento e, riguardo all’altare, di provvedere a una nuova pietra sacra e alla tela cerata e stragola entro un mese.
Bisogna apporre il sommario della Bolla In Coena Domini sui confessionali.
Riguardo al corpo della chiesa, è necessario munire le finestre di vetri nelle parti danneggiate mentre, in sagrestia, si devono restaurare le pianete di seta di colore rosso e bianco e provvedere a due veli per il calice, ossia uno di colore bianco e l’altro di colore nero.