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CHIESA

Chiesa e ospedale di Sant'Antonio Abate

La chiesa di Sant’Antonio Abate ha un unico altare sotto l’invocazione della Beata Vergine Maria e dei santi Antonio e Giuliano, dove, per obbligazione dell’Ospedale, si celebrano due messe per l’anima di Francesco Palamides. Inoltre, lo stesso Ospedale è tenuto a far celebrare un anniversario per l’anima di Galeotto Beruti.

Ispezionato l’altare, il vescovo ordina di provvederlo di due candelabri e di una lampada d’oricalco e di ammonire il cappellano, don Angelo Meconi, affinché abbia migliore cura della pulizia delle sacre suppellettili e lo informi degli adempimenti ed inoltre. Si prescrive poi di provvederlo di tela cerata e stragola, entro un mese.

I beni dell’ospedale annesso sono amministrati dai santesi della chiesa collegiata, deputati dalla Comunità, ai quali il vescovo ingiunge di render conto della loro amministrazione.

Si confermano i decreti del vescovo Aleotti e, particolarmente, che non si ammettano uomini e donne insieme senza la licenza del vicario foraneo, dopo che gli saranno esibiti i documenti attestanti l’avvenuto matrimonio o il primo grado di consanguineità, sotto pena, per l’ospedaliere, della privazione dell’ufficio e anche di altre pene corporali ad arbitrio; che nella stanza nominata “Il Cagnardo” non si ricevano le donne ma solo viandanti, sotto le medesime pene; che tanto i pellegrini quanto i vagabondi non si trattengano qui oltre un giorno, almeno che non siano malati o concorra altra causa di trattenersi, ad arbitrio del vicario foraneo; infine, che non si ricevano merciai o mercanti o simili, sotto le pene sopra espresse.
Per osservanza dei suddetti decreti, si intima ai santesi o al vicario foraneo di conservare la chiave delle stanze dei pellegrini e di riparare il pavimento e ridurre la stanza contigua a uso di granaio e munirla di serratura e chiave, entro un mese.

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