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CHIESA

Chiesa di Sant'Agostino

Il 25 novembre 1719, il vescovo, dopo aver celebrato messa, si reca nella chiesa di Sant’Agostino, un tempo appartenuta ai frati dell’omonimo Ordine e ora passata alla Mensa vescovile, in virtù dell’unione avvenuta per breve di Alessandro VII del 17 agosto 1665, registrato nel registro dei Benefici del medesimo anno a carta 42.

Gli studenti adolescenti recitano qui, nei giorni di festa, l’ufficio della Beata Vergine Maria, per cui si è raccomandato loro di perseverare in tale esercizio.

Il vescovo è tenuto a far celebrare sull’altare maggiore ogni domenica e festa di precetto da un sacerdote secolare che insegni anche i primi elementi di Grammatica e coadiuvi il parroco nella Dottrina cristiana. Al momento, tale ruolo è svolto dal canonico don Giuseppe Antonio Fazi, al quale si è chiesto di dare informazioni relative all’adempimento.

Riguardo al medesimo altare, si ordina di provvedere, a spese della Mensa, a quattro vasetti coi loro fiori, alla tela cerata e stragola per coprire la mensa dopo la celebrazione della Messa e ad aggiustare la cornice dell’icona e le icone laterali, demandandosi l’esecuzione rapida e fedele all’arciprete don Antonio Danesi.

L’altare di Santa Monica fu concesso dal vescovo Aleotti ai confratelli e alle consorelle della Cintura, ai quali ingiunse la manutenzione dello stesso e, a questo effetto, permise che il priore pro tempore amministrasse le questue, come risulta dalla visita del suddetto vescovo, e per cui il vescovo attuale ha chiesto di rendere conto.

Ispezionato l’altare, si è comandato di dipingere decentemente la base dei candelabri, di aggiustare la predella, di spianare la pietra sacra e di provvederlo di tela cerata e stragola entro un mese.

Si è raccomandò al suddetto cappellano don Antonio Giuseppe Fazi, la devozione della Sacra Cintura.

L’altare del Santissimo Nome di Gesù, invece, trovasi sospeso ed è lasciato in tale condizione.

In merito alla chiesa nel suo complesso, poi, bisogna restaurare le finestre e munirle di vetri o almeno di tela cerata e provvedere a una lampada di oricalco e aggiustare i gradini della porta maggiore.

Riguardo la sagrestia, infine, si è ordinato di pulire i camici e di conservarli tali, di restaurare la pianeta di colore rosso e, dalle due di colore bianco, farne una e di custodire diligentemente tutte le suppellettili.

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