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CHIESA

Chiesa della Madonna di Pietrafitta

Distante mezzo miglio da Stabia, è di patronato del principe Borghese. Vi è eretto un beneficio, coi pesi infrascritti, il cui rettore è don Francesco Antonio Luci.

Sull’altare maggiore, è deposta l’immagine della Beata Vergine e ci sono i seguenti oneri: una messa alla settimana, come da bolla di fondazione; una messa per i defunti di Casa Anguillara; una messa cantata con vespri la prima domenica di settembre; due messe all’anno per l’anima di Caterina Dolcetta; tre messe all’anno per l’anima di Domenica Cenci; due messe all’anno – una nella festa della Natività della Beata Vergine Maria e l’altra nella solennità di Ognissanti – per l’anima di don Galeotto Berutti, il quale istituì la chiesa sua erede, come risulta anche dalla visita del vescovo Aleotti.

Ispezionato l’altare, monsignor Tenderini conferma il decreto del vescovo Blasi di apporre dinanzi l’immagine della Beata Vergine dei vetri speculari o dei cristalli, di aggiustare la predella e di provvedere alla tela cerata e stragola per coprire la mensa dopo la celebrazione della Messa, affinché le tovaglie la proteggano dalla polvere e dall’immondizia, il tutto entro un mese.
Sull’altare del Santissimo Crocifisso, c’è un legato di due messe al mese per l’anima di Orazio Surdi e si celebrano sei messe piane, rispettivamente nelle feste di San Giorgio, di Sant’Antonio Abate, di Santa Lucia, di Sant’Elena, di Sant’Onofrio e di Sant’Eustachio. Inoltre, i canonici cantano messa nelle feste dell’Annunciazione, della Santa Croce a settembre e di Sant’Antonio.

Si richiede di informare il vescovo riguardo l’adempimento e, particolarmente, riguardo la messa di Sant’Antonio. All’epoca, Aleotti ordinò di supplire a quelle tralasciate con altrettante messe piane.

I suddetti oneri sono descritti nello stato esibito e nella visita del predetto vescovo.

Esaminato l’altare, si comanda di provvederlo di tela cerata e stragola entro un mese e di restaurare il paliotto di corame, pena le sanzioni previste.

Sull’altare della Madonna di Loreto, per legato del medesimo Berutti, si devono celebrare tre messe all’anno – una nel giorno della Natività del Signore, una nella Pasqua di Resurrezione e una a Pentecoste. Similmente, si deve celebrare un anniversario per l’anima del suddetto. Si chiedono informazioni riguardo l’adempimento di tale onere.
In quanto all’altare, si intima di provvederlo di tela cerata e stragola.

In merito alla chiesa nel suo complesso, si ordina di imbiancarla, di aggiustare le finestre e di porre una lapide in memoria di don Galeotto Berutti in mezzo al pavimento, come per suo testamento, e, poiché dalla non lieve umidità provengono danni, di spianare l’esterno della medesima chiesa entro due mesi e di pulirlo dai rovi.

Inoltre, essendo che sui beni del Berutti fu imposto un censo in sorte di quattrocento scudi con l’annua rendita di venticinque scudi, ceduto in primo luogo al conte Flaminio dell’Anguillara, poi alla Comunità di Morlupo e ora, pare, restituito all’abate Luci, attuale beneficiato, il vescovo ha richiesto di informarlo del rinvestimento entro due mesi.
Si comanda, infine, di fare un armadio per conservare i paramenti, trovando il resto a norma.


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