CHIESA
Chiesa della Madonna delle Grazie
Posta sulla via Flaminia, dista da Stabia circa due miglia ed è di diritto della Comunità che ha l’onere di mantenerla.
Ha un unico altare in cui si venera l’immagine devotissima della Beata Vergine Maria, affrescata sulla parete, e dove è eretto un beneficio o cappellania con l’onere di una messa ogni domenica e festa di precetto, al momento posseduto da don Giovanni Angelo Meconi, il quale ha edotto il vescovo riguardo l’adempimento. C’è anche l’onere di quattro anniversari, due il 25 aprile per l’anima di Zucchetta e due il 23 maggio e il giorno successivo per l’anima di Angelo Salvetti, come risulta dalla tabella della sagrestia della chiesa collegiata.
La terza domenica di maggio, il Capitolo, il Clero e le confraternite vi si recano in processione e si canta la messa solenne, coi primi e secondi vespri, e con l’elemosina di 40 baiocchi per ciascun canonico.
Nella visita del vescovo Aleotti, sono annotati anche i seguenti legati: uno di 55 scudi, istituito dal fu Petracchino, con l’onere di cinque messe all’anno – la qual somma è depositata presso il Monte di Pietà in Roma, per cui il vescovo ha intimato al cappellano di occuparsi quanto prima sia dell’investimento sia dell’adempimento – e un altro col quale Massenzio Lazzari, con testamento del 10 luglio 1658, ha lasciato un pezzo di terra contiguo alla chiesa, con l’onere di cinque messe all’anno, per cui si è ingiunto di citare gli eredi per la consegna e di fornire informazioni in merito all’adempimento. Non trovandosi attestazioni relative al soddisfacimento dei detti legati, si ordina al cappellano che, fatte le opportune diligenze, riferisca per iscritto sullo stato dei medesimi onde provvedere.
Ispezionato l’altare, si prescrive di dipingere la base dei candelabri.
Bisogna poi, restaurare la pianeta di colore bianco e provvedere a una borsa e a un velo nuovo del medesimo colore e a una pianeta di colore nero con borsa e velo; si sospende la pianeta di seta di vari colori, essendo oltremodo lacera, e si raccomanda di stendere sul telaio i due paliotti di colore bianco, il tutto entro due mesi, sotto le pene previste, come anche di provvedere alla tela stragola.
In merito al corpo della chiesa, il tetto e il pavimento vanno restaurati e le finestre laterali devono essere munite di vetri o almeno di tela cerata.
Il custode della chiesa è l’eremita fra Michele Pagni, di cinquant’anni.