Skip to content
CHIESA

Chiesa di San Benedetto o di Sant'Agostino

Il 3 gennaio 1721, il vescovo, dopo aver celebrato messa nella chiesa collegiata, si reca alla chiesa di San Benedetto, soggetta alla giurisdizione dell’ordinario per decreto di Innocenzo X, e, sulla soglia, è ricevuto riverentemente dal priore degli Agostiniani e dal suo socio.

Premessa l’assoluzione dei Defunti, visita il Santissimo Sacramento, conservato sull’altare maggiore, trovandolo a norma e, dopo le consuete preghiere, benedice il Popolo con Esso.

L’olio degli Infermi è custodito in una custodia a cornu Evangelii dell’altare maggiore ed è rinvenuto similmente a norma.

Sul suddetto altare, si celebra – oltre alla messa conventuale quotidiana – una messa cantata e due lette durante l’anno per l’anima di Maria Cimini, una per Rocco Coletta e un’altra per Alessandro Cochi.

Dalle altre visite, risulta anche una messa al mese per legato di Flora Cecelli per cui il vescovo chiede di informarlo dell’adempimento.

Esaminato l’altare, lo trova sufficientemente fornito e ordina soltanto di coprirlo con tela cerata e stragola.

Sull’altare della Madonna del Soccorso, i padri sono tenuti a celebrare due messe al mese per l’anima di Diana Velli. Visto l’altare, si comanda di provvedere come per il precedente.

Sull’altare di San Nicola da Tolentino, i padri celebrano una messa al mese per legato di Caterina Fontanella, sei messe all’anno per Marzio Cochi e quattro per Pacifica Celli. Anche per questo si intima di provvedere come per i precedenti.

Sull’altare di Santa Monica è eretta la confraternita omonima, per obbligazione della quale, i padri devono celebrare quarantadue messe lette e una cantata per l’anima di Polissena Cecchini, quattordici per Giulia Vanni, due per Tecla Dionisi, dieci per Cleria Grossi Ascari, dodici per Lorenza Ciachi, sei per i coniugi Leonardo Pacifici e Angela Corsi, sei per Clemenza Grossi Cochi, due per Apollonia Ceparelli, due per Angela Radicofani, cinque per Lavinia Salvati, quattro – ossia due su questo altare e due sull’altare della Santissima Annunziata – per Marzia Monaldi.

Sull’altare della Santissima Annunziata, si celebrano dodici messe – ossia una al mese – per Angelo Galassi, sei lette durante l’anno e una cantata il 10 dicembre per Aurelia Grossi, cinque per Tecla Dionisi e due, come si è già detto, per Marzia Monaldi.

Anche i due suddetti altari devono essere coperti con tela cerata e stragola.

La cappella del Santissimo Crocifisso è di diritto della confraternita del Gonfalone, detta della Disciplina, aggregata all’arciconfraternita omonima di Roma, che possiede i beni amministrati dai fattori e dal depositario, ai quali il vescovo ha ingiunto di render conto.

La suddetta confraternita è tenuta a far celebrare una messa ogni prima domenica del mese per l’anima di Stefano Macchiarelli, venti all’anno nella stessa cappella e una nella chiesa di San Famiano per l’anima di Fabio Scopacciola, una all’anno per Cristoforo Testa, una ogni primo mercoledì del mese per Oriente Tagliacozzi, una ogni primo venerdì del mese per Giovanni Basili, sei all’anno per Tuzia Grossi, tre per Medoro Sacchetti e una cantata il 3 maggio, invenzione della Santa Croce.

Visto l’altare, si ordina di spostare in avanti la pietra sacra e di chiudere la sepoltura presso la predella. Inoltre, essendo quasi spoglio ed essendo la confraternita quasi abbandonata dai confratelli e dagli amministratori, il vescovo, col consiglio della congregazione deputata, decreta di unirla alla confraternita del Santissimo Nome di Gesù.

Il priore pensa di trasferire l’organo al posto del pulpito, anche ad abbellimento dell’altare maggiore, e monsignor Tenderini loda tale iniziativa.

Per quanto riguarda il corpo della chiesa, si comanda di porre i vetri alle finestre, laddove necessario.

La sagrestia risulta abbastanza munita.

Anche il convento è a norma, ma si ingiunge al priore di render conto dell’adempimento degli oneri e di esibire i registri di amministrazione.

La comunità è composta dal priore padre Nicola Pandolfi di anni 67, da padre Giovanni Facondo Menetti, di anni 42, confessore delle monache, dal professo fra Gian Luigi Volvespergh, di anni 25 e dall’oblato fra Domenico Roselli, di anni 32.

Fonti: ASDCC, Dioc. Civita, Ordinamento Mengacci, serie G – Visitationes, 21, cc. 257r-259v

Video