CHIESA
Chiesa di San Pastore
La sera del 30 dicembre 1720, monsignor Tenderini si reca a visitare la chiesa di San Pastore.
In essa è eretto un beneficio semplice, posseduto da don Felice Morini, già canonico della con l’onere di due messe nella festa del santo titolare. Si richiede di trasmettere la nota dei beni e di render conto dell’adempimento degli oneri.
Essendo il tetto della chiesa in rovina, i vescovi predecessori ordinarono di restaurarlo e, per tale motivo, sequestrarono i frutti del beneficio. Trovandosi nella maggior parte restaurato e mancando la minor parte, il vescovo conferma il decreto fino al compimento dell’opera, al rinnovo della porta e a munire l’altare di tutto il necessario – essendo quasi spoglio – e le finestre di tela cerata o vetri speculari.