CHIESA
Chiesa di San Lorenzo
Vi è eretta la confraternita del Santissimo Nome di Gesù, aggregata all’arciconfraternita della Santissima Trinità di Roma, i cui confratelli usano vesti di colore rosso. I suoi beni sono amministrati da degli officiali ai quali il vescovo chiede di render conto della loro gestione.
Sull’altare maggiore, la confraternita è tenuta a far celebrare una messa cantata con altre lette e primi e secondi vespri nella festa della Circoncisione e un anniversario il giorno seguente, una nella festa dell’Epifania, una il terzo giorno dopo Pasqua, una nel giorno dell’Ascensione e due nei seguenti, una il terzo giorno dopo Pentecoste, una nella festa del Corpo di Cristo e due nei seguenti, una nella festa della Santissima Trinità, una messa cantata con primi e secondi vespri e altre messe lette nella festa di San Lorenzo e un anniversario il giorno seguente, una nella festa dell’Assunzione, una nella festa di Ognissanti, tre nel giorno della Natività del Signore, una per ciascuna delle feste seguenti – ossia di Santo Stefano, di San Giovanni, degli Innocenti e di San Silvestro – e una ogni seconda domenica del mese, alla quale sono soliti partecipare i confratelli.
Le suddette sono celebrate per istituzione; vi sono poi dei legati particolari ossia: una messa il primo mercoledì del mese per l’anima di Simonetta Taglia, cinque per Marzia Monaldi, cinque per Famiano Pandolfi, otto per Bernardino Ianni, cento per Ottaviano Sotti, dieci per Margherita Ricciarelli, otto per Bernardina Voltolini, cinque per Ersilia Celli, cinque per Francesca Egidi, dieci per Girolamo Grossi.
Il vescovo intima di informarlo riguardo l’adempimento e di rinnovare la tabella, sottoscrivendola dal vicario foraneo e affiggendola in sagrestia.
L’altare del Santissimo Crocifisso è privo di oneri di messa e vi si celebra soltanto una volta ogni tre anni in occasione delle Quarantore della Settimana Santa, con l’esposizione del Santissimo Sacramento e, poiché nell’occasione è abbastanza decorato, il vescovo tollera lo stato in cui al presente si ritrova, tuttavia stabilisce che non si celebri se non nella suddetta occasione, provvedendo a quanto necessario.
Si comanda di apporre sull’unico confessionale il sommario della Bolla In Coena Domini e i casi riservati e le sacre immagini dalla parte del penitente.
Bisogna munire di vetri le due finestre – una presso l’altare maggiore e l’altra sopra la porta -, restaurare il tetto e imbiancare tutta la chiesa entro due mesi, pena le sanzioni previste.
Riguardo la sagrestia, si ingiunge di provvedere a una nuova pianeta di colore nero, col velo e la borsa, come anche a un velo di diversi colori, a un nuovo camice con amitto e di rilegare nuovamente il messale dei Defunti entro tre mesi, esortando a conservare meglio le sacre suppellettili.
Fonti: ASDCC, Dioc. Civita, Ordinamento Mengacci, serie G – Visitationes, 21, cc. 253r-254v