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CHIESA

Chiesa di Santa Maria

Il 19 ottobre 1720, il vescovo, dopo aver celebrato la messa al mattino a Civita, si dirige alla chiesa di Santa Maria di Faleri, a circa tre miglia dalla Città, la quale fu già cattedrale ed ora ricade sotto il dominio temporale della Reverenda Camera Apostolica, che è tenuta a far celebrare ogni domenica per comodo della popolazione. Dopo aver compiuto l’assoluzione dei defunti, si dedica alla visita.

La chiesa è dotata di un unico altare dedicato all’Annunciazione. Nella solennità titolare, il Clero di Fabrica e le confraternite vi si recano in processione e si celebra la messa solenne.

Avendo esaminato l’altare, il vescovo ordina di provvedere a una nuova pietra sacra e, essendone priva, di coprire con un velo di seta la piccola custodia dove, nel giorno dell’Annunciazione, si conserva il Santissimo Sacramento. Inoltre, ordina di restaurare il Crocifisso e i candelabri in oricalco dell’altare, di provvedere a un leggio, a una nuova lampada d’oricalco, come anche a un nuovo paliotto di diversi colori – almeno di cuoio – e alla tele stragola e cerata per ricoprire la mensa.

Riguardo alle sacre suppellettili, raccomanda di provvedere almeno a un’altra alba, a un amitto e a un cingolo, a un corporale, a una palla e a un purificatoio e di munire di chiave e serratura la cassa dove si conservano le sacre suppellettili.

In merito all’interno della chiesa, i confessionali mancano di chiave, la finestra dell’altare è stata danneggiata da un fulmine che ha frantumato i vetri, bisogna chiudere le due finestre esistenti sulla cappella a cornu Epistolae, riparare e restaurare i tetti soprattutto all’ingresso della chiesa, nella navata destra e dalla parte del campanile e la porta maggiore è priva di serratura e chiave; l’esterno, poi deve essere ripulito dai rovi e dalla sporcizia e bisogna lastricare lo spazio intorno per evitare il ristagno dell’acqua piovana. Il vescovo raccomanda di far presente tutte queste cose al pro tesoriere della Camera Apostolica al fine di provvedere.

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