CHIESA
Chiesa della Madonna delle Grazie
Dista dall’abitato circa un miglio ed è retta dall’omonima confraternita laicale, i cui beni sono amministrati dagli officiali ai quali si è chiesto di rendere conto della loro gestione.
Sull’altare maggiore, la confraternita è tenuta a far cantare la messa dei defunti, il 14 settembre, con l’onere di distribuire il pane ai poveri. Ci sono anche i seguenti legati annui: sette messe per Cecilia Pietroblasi; sei messe per Nunzio Morelli, il cui rettore è il canonico don Antonio Pizzi; otto messe per Domenico Meloni, il cui rettore è don Giuseppe Tuccitta, e sei messe per Santa Meloni, celebrate dal medesimo.
Visto l’altare, il vescovo ordina di provvederlo di baldacchino e di coprirlo con tela cerata e stragola entro un mese.
Sull’altare di San Carlo, ci sono i seguenti legati: ventiquattro messe per Tommaso Ridolfi, il cui rettore è don Ortensio Celli, e diciotto messe per Tommaso Celli, il cui rettore è il canonico don Antonio Pizzi.
Esaminato l’altare, lo trova sospeso e lo lascia in tale condizione.
Sull’altare dei Santi Isidoro e Francesco, ci sono i seguenti legati: trenta messe un anno e trentuno nell’altro per Angelo Meloni, il cui rettore è il canonico don Antonio Pizzi, e otto messe per Domenico Meloni, il cui rettore è don Giuseppe Tuccitta. Anche questo altare è sospeso.
L’altare di San Francesco è di diritto della famiglia Costantini, che provvede a mantenerlo, vi si celebra più volte per devozione e c’è un legato di sette messe, delle quali una nella festa della Madonna del Carmine, la seconda nella festa di San Lorenzo, la terza nella festa di Sant’Antonio di Padova, la quarta di San Sebastiano, la quinta di Santa Caterina da Siena, la sesta di Santa Maria Maddalena e di San Tommaso di Villanova, con l’anniversario nella festa di San Francesco per Giovanni Francesco e Lorenzo Costantini, come risulta anche dalla Visita del vescovo Aleotti. Il rettore è don Nicola Costantini.
Esaminato l’altare, il vescovo ordina di provvederlo di nuove tabelle dei Secreta, dei vasetti coi loro fiori, di coprirlo con tela stragola e di restaurare la predella entro un mese.
Anche l’altare di Santa Caterina da Siena è sospeso e lasciato in tale stato perché privo di oneri di messa.
Riguardo ai confessionali, uno va restaurato, e, su tutti, bisogna apporre il sommario della Bolla In Coena Domini coi casi riservati e le sacre immagini dalle parte dei penitenti.
È necessario munire le finestre di telai con tela cerata o vetri, aggiustare il tetto, il pavimento e le porte – tanto la maggiore quanto la minore – e rivestire l’esterno della chiesa per rimuovere l’umidità.
In merito alla sagrestia, il vescovo ordina di pulire il calice, restaurare la pianeta di diversi colori e la pianeta per i defunti, apporre i canoni nei messali e munire le finestre di ante e telai con tela cerata o con vetri, il tutto entro tre mesi.