Skip to content
CHIESA - PARROCCHIALE

Chiesa di San Gregorio di Corte

La chiesa, dedicata a San Gregorio Magno, sarebbe retta da due parroci porzionari, tuttavia una delle due porzioni è vacante sin da ottobre 1716, per la morte di don Domenico Petti, e nessuno si è presentato al concorso. Il vescovo è ricevuto dal porzionario don Antonio Scotini e, dopo l’assoluzione dei defunti, procede alla visita.

Secondo l’uso, adora e visita il Santissimo Sacramento conservato nel tabernacolo sull’altare maggiore e ordina di realizzare una chiave d’argento o almeno di dorarla, entro un mese.

Riguardo l’Olio degli Infermi, il vescovo comanda di rinnovare il vasetto in argento e con una croce sopra, come anche di rinnovare la borsa con i cordoncini di seta di colore viola e di coprire l’interno della custodia con un velo di seta.

Sull’altare maggiore, i parroci porzionari sono tenuti a celebrare alternandosi tutte le domeniche e le feste di precetto, con l’applicazione della messa per il Popolo; devono poi celebrare una volta al mese per l’anima di Damiano Paglia, due volte all’anno per l’anima di Angelo Pioli e venti all’anno per l’anima di Marco Antonio Olivieri.

C’è anche un legato di 50 scudi lasciato dal Anna Pioli, come per testamento rogato da Giuseppe Bianchini, nel 1715, con l’onere di dodici messe, ed essendo che gli eredi non hanno ancora corrisposto detta somma, si ingiunge al parroco di provare i diritti quanto prima per la soluzione d’ogni sorta e per l’adempimento delle volontà e di informarlo del soddisfacimento di tutti gli oneri.

Ispezionato l’altare, si comanda di coprirlo con tela cerata e stragola e di restaurare la predella e il conopeo.

L’altare di Sant’Anna è di diritto della chiesa e si celebrano ventiquattro messe all’anno per l’anima di Giulia Baccini, venticinque per Anna Stella, ventiquattro per Giovanni Santoloni e dodici per Marco Antonio Olivieri. Si intima di render conto dell’adempimento e, riguardo all’altare, di spostare in avanti di quattro dita la pietra sacra, di aggiustare il conopeo e di coprirlo con tela cerata e stragola.

Sull’altare di Santa Caterina c’è un legato di tredici messe – ossia una messa al mese e una il 7 marzo – per l’anima di Maria Vinciolini, da adempiere per mezzo del parroco, al quale si chiede di informarlo dell’adempimento e, riguardo all’altare, di spostare in avanti di tre dita la pietra sacra, di coprirla con la tela cerata e di coprire tutto l’altare con tela stragola o almeno con un rivestimento di cuoio.

L’altare dei Santi Marciano e Giovanni, già sospeso dai vescovi predecessori, è lasciato in tale condizione.

Anche l’altare di San Carlo risulta sospeso, ma, essendo stato riferito che sul detto altare un tempo si celebrassero ventiquatto messe in virtù di un legato, il vescovo intima al parroco di informarsi per provvedere.

Si ordina poi di porre delle grate nella parte interna del confessionale affinché i circostanti non vedano il viso del confessore.

Riguardo al sacrario, per il momento lo si tollera.

Il campanile è trovato a norma.

In sagrestia, bisogna restaurare la pianeta di colore bianco e si raccomanda la pulizia dei panni di lino – particolarmente di quelli che servono per il santo sacrificio della Messa – e di porre nella sagrestia la tabella per la preparazione del sacerdote.

In merito all’amministrazione dei sacramenti, si conferma il decreto del vescovo Blasi, ossia che ciascuno dei parroci porzionari richiesto sia tenuto all’amministrazione senza alcuna scusa, sotto pena di 25 scudi da applicare ai luoghi pii e altre ad arbitrio.

Si deve imbiancare tutta la chiesa nella parte interna e di munire di vetri – o almeno di tela cerata – la finestra maggiore e di restaurare il tetto nelle parti necessarie entro un mese.

Il vescovo intima di portare i registri parrocchiali nel palazzo vescovile per esaminarli e approvarli.

La parrocchia consta di 108 fuochi – ossia 290 anime di comunione e 110 non comunicanti – per un totale di 400 anime.

Fonti: ASDCC, Dioc. Civita, Ordinamento Mengacci, Serie G – Visitationes, 21, cc. 24v-27r

Video