CHIESA - PARROCCHIALE
Chiesa di San Gregorio da Capo
Il 17 ottobre 1719, il vescovo, accompagnato dai convisitatori, si reca alla chiesa di San Gregorio Taumaturgo e qui, dopo essere stato ricevuto dal parroco don Stefano Bernabei. fatta l’assoluzione dei defunti, procede a visitarla.
In questa chiesa non si conserva il Santissimo Sacramento ma, per ordine dei predecessori, quando serve si prende in cattedrale.
Si procede allo stesso modo per l’olio degli Infermi, ma il vescovo ordina di riportarlo e conservarlo nuovamente nella stessa chiesa, nel suo luogo, a cornu Evangelii e di rinnovare l’iscrizione Oleum sacrum, sotto le pene ad arbitrio.
Sull’altare maggiore, il parroco è tenuto a celebrare tutte le domeniche e nelle feste di precetto per il Popolo, dieci messe all’anno per l’anima di Bernardina Fischioni, come per testamento rogato da Domenico Ettore, il 15 ottobre 1673. Per legato di Maddalena Pizzichelli, invece deve celebrare ogni sabato la messa all’altare del Santissimo Rosario nella cattedrale, con altre sei messe durante l’anno, come per gli atti di Angelo Morelli del 25 agosto 1646. Si ingiunge di render conto dell’adempimento.
Ispezionato l’altare, si ordina di provvederlo di un paliotto di seta o simile, o almeno di corame di diversi colori, entro un mese, e di tela cerata e stragola per coprire l’altare finite le messe e di dipingere la croce sul fronte.
L’altare della Beata Vergine Maria è privo di oneri di messa e vi si celebra solo per devozione, particolarmente il lunedì di Pentecoste. Il vescovo comanda di rimuovere la corona di legno dalla pietra sacra e di avvicinarla al fronte dell’altare di tre dita e di coprirlo di tela cerata, di restaurare il paliotto di corame e la predella e di dipingere la croce sul fronte dell’altare e di coprirlo con tela cerata e stragola, il tutto entro un mese.
Anche sull’altare di Santa Lucia si celebra solo per devozione. È necessario provvedere a un nuovo conopeo di corame e delle altre cose di cui si è detto anche per l’altare della Beata Vergine.
L’unico confessionale risulta a norma.
In sagrestia, i messali e i paramenti patiscono l’eccessiva umidità, per cui il vescovo ingiunge di collocare l’armadio dove sono conservati in un luogo più idoneo in chiesa e di porre un tavolo decente e adatto per prendere i paramenti per prepararsi alla celebrazione, come anche di aggiustare il messale e di provvedere a un velo di diversi colori per il calice, il tutto entro un mese.
Riguardo al corpo della chiesa, è necessario aggiustare la porta e di munirla di una nuova serratura, di pulire il tetto, particolarmente sopra la sagrestia, e di rimuovere le immondizie e i rovi all’esterno.
Bisogna portare i registri parrocchiali nel palazzo vescovile per poterli attentamente esaminare e sottoscrivere.
La cura di questa parrocchia consta di 77 fuochi, ossia anime di comunione 181, anime non comunicate 166, anime totali 347.
Fonti: ASDCC, Dioc. Civita, Ordinamento Mengacci, Serie G – Visitationes, 21, cc. 23v-24v