CHIESA
Chiesa di San Clemente
Il 9 ottobre 1719, il vescovo, accompagnato dai suoi convisitatori, si reca alla chiesa di San Clemente e, secondo l’uso, è accolto dal parroco don Giulio Mazzocchi, e, fatta l’assoluzione dei defunti, procede alla visita.
Dopo l’adorazione e l’incensazione del Santissimo Sacramento, visita la pisside e il tabernacolo e trova tutto a norma e, col medesimo Santissimo Sacramento, benedice il Popolo.
L’Olio degli Infermi, sul cui vasetto si prescrive di porre una croce, si conserva tra i due altari della chiesa, in un’antica custodia di marmo.
L’altare maggiore è dedicato a San Clemente e ogni domenica e festa di precetto, il parroco celebra con l’applicazione dell’intenzione per il Popolo. Ci sono poi i seguenti oneri di messe: venti per l’anima di Lucrezia Giuliani, cinque nella festa di San Silvestro, quindici per Nicola Pelletroni e otto per legato e per l’anima della fu Angela Rosati. Il vescovo chiede di informarlo dell’adempimento entro quindici giorni.
Ispezionato l’altare, ordina di coprirlo con tela cerata e stragola alla fine della messa.
Sull’altare di San Giuseppe o della Natività c’è un legato di sei messe all’anno per Rosa Cherubini. Anche in questo caso, si chiede di informarlo dell’adempimento e di provvedere a coprirlo.
L’unico confessionale risulta a norma, come anche la sagrestia che risulta sufficientemente provvista e decentemente mantenuta per cui si ordina solo di imbiancarla.
Il vescovo conferma i decreti dei vescovi predecessori che i cadaveri degli uomini si seppelliscano separatamente dai cadaveri delle donne e ordina di reintonacare la chiesa nelle parti necessarie.
Il campanile è sito nella parte destra rispetto all’ingresso della chiesa e ci sono due campane.
Dispone che i registri parrocchiali siano portarti nel palazzo vescovile per esaminarli e sottoscriverli.
La casa del parroco è presso la sagrestia ed è ben tenuta dall’attuale rettore.
Fonti: ASDCC, Dioc. Civita, Ordinamento Mengacci, Littera G – Visitationes, 21, cc. 27r-28r