CHIESA
Chiesa di San Giovanni Decollato
Il 10 ottobre 1719, il vescovo si reca alla chiesa di San Giovanni Decollato, dove è eretta la confraternita omonima, aggregata all’arciconfraternita di San Giovanni Decollato di Roma, e, fatta l’assoluzione dei defunti procede con la visita.
Sull’altare maggiore, nella festa del santo titolare, i canonici, dopo avervi portato in processione la reliquia del santo dalla cattedrale, cantano la messa, coi primi e secondi vespri. Il giorno seguente, poi, celebrano un anniversario, con messa solenne e altre lette, ad arbitrio degli officiali, per i confratelli e le consorelle e i benefattori. Un tempo, si celebrava la messa tutte le domeniche e le feste di precetto, ma, per la diminuzione delle rendite, ora non si celebra più. Nel caso in cui, però, le stesse dovessero aumentare nuovamente, il vescovo prescrive che si riprenda tale uso.
La confraternita è inoltre tenuta a far celebrare ventitré messe all’anno per diversi legati.
Ispezionato l’altare, lo trova decentemente ornato e ordina solamente di dipingere la base dei candelabri e di dorare la cornice e di coprirlo con tela cerata e stragola.
Sull’altare del Santissimo Crocifisso si conserva un’immagine del Crocifisso, oggetto di enorme devozione che, per antichissima consuetudine, si porta in processione per la città il giovedì santo.
La confraternita vi fa celebrare cinque messe cinque nella festa di San Fiorenzo.
Riguardo all’altare, il vescovo comanda di dipingere di un nuovo colore ceruleo la parete interna nella quale si custodisce il sacro simulacro, di restaurare il velo, di coprire lo stesso altare con tela cerata e stragola e di aggiustare il paliotto di colore rosso entro un mese.
Sull’altare della Madonna di Costantinopoli si celebra di tanto in tanto per devozione, ma, particolarmente, il martedì dopo Pentecoste, festa della detta Beata Vergine, e ha alcuni oneri di messe.
Esaminato l’altare, si ingiunge di innalzarlo, di avvicinare di quattro dita la pietra sacra al fronte, di dipingervi la croce, di provvederlo delle tabelle per i Secreta e della tela cerata e stragola.
Bisogna infine provvedere a un nuovo messale per i vivi e rinnovare i canoni negli altri due antichi, ripulire dall’immondizia i muri della chiesa dalla parte esterna, a cornu Evangelii, e della sagrestia, per rimuovere l’umidità che danneggia notevolmente la chiesa e l’oratorio e particolarmente l’altare del Santissimo Crocifisso, come anche di aggiustare le finestre entro sei mesi.
Fonti: ASDCC, Dioc. Civita, Ordinamento Mengacci, Littera G – Visitationes, 21, cc. 29r–30r