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CHIESA

Chiesa di San Rocco

La mattina del 15 novembre 1720, il vescovo, dopo aver celebrato messa nella chiesa di San Marco, rivestito degli abiti di viaggio, si reca alla chiesa di San Rocco in Piano, distante dall’abitato più di un miglio, verso il lago di Vico. Fu costruita con le elemosine e per voto, poiché, nel 1656, Caprarola fu preservata dalla peste che infuriava nei paesi vicini.

Nella festa del santo titolare, i canonici, di buon mattino, vi si recano in processione e, sull’altare maggiore, cantano una messa solenne. È privo di altri oneri e si celebra soltanto in tale occasione e durante l’anno per devozione.

Esaminato l’altare, il vescovo ordina di estendere e fissare il paliotto di corame al telaio, di provvedere a un piccolo leggio per il messale, alla tela cerata e stragola entro tre mesi e di dipingere la croce sul fronte, raccomandandone l’esecuzione a tal Garzoni.

L’altare di Sant’Isidoro è retto dalla confraternita secolare dei Bifolchi, i quali lo mantengono con le elemosine e i frutti di alcuni beni. La confraternita è tenuta a far celebrare per devozione ogni domenica. Ci sono un legato di dieci messe per Carlo Totonelli e uno di quattro per Domenico Menichini, per i quali si sono assegnati le feste della Natività del Signore o di Santo Stefano, dell’Epifania, della Purificazione, dell’Annunciazione della Beata Vergine, i lunedì e martedì di Pasqua e Pentecoste, le feste dell’Ascensione, del Corpo di Cristo, di San Giovanni Battista e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, da celebrarsi dal cappellano pro tempore, attualmente don Giuseppe Pazielli, al quale si chiedono informazioni dell’adempimento.

Visto l’altare l’altare, si comanda di coprirlo con tela cerata e stragola e di dipingere la croce sul fronte.

In quanto alle sacre suppellettili, si ordina di restaurare la pianeta di diversi colori che si usa per l’altare maggiore e di conservarla nella sagrestia e di porre il nuovo canone nel messale entro un mese.

In quanto alla chiesa tutta, bisogna restaurare il tetto e le porte e, internamente, imbiancarla, e, esternamente, ripulirla dai rovi e dalle immondizie e spianare con le pietre l’ingresso dinanzi la porta maggiore.

Sulla sommità del campanile o della chiesa, infine, va posta una croce di ferro.

Fonti: ASDCC, Dioc. Civita, Ordinamento Mengacci, Littera G – Visitationes, 21, cc. 171r-172v

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