CHIESA
Chiesa della Madonna delle Grazie
Di diritto della confraternita omonima, i cui confratelli, nelle funzioni, usano vesti bianche.
Sull’altare maggiore, la confraternita fa celebrare solennemente la festa della Natività della Beata Vergine Maria, con primi, secondi vespri e messa cantata, e possiede delle rendite amministrate dagli officiali, ai quali il vescovo chiede conto della loro gestione.
Vi è eretto un canonicato sotto il titolo della Madonna delle Grazie, di patronato della confraternita, con una voce in favore della famiglia Cristofori e con l’onere di quattro messe quattro la settimana – delle quali due devono essere celebrate il sabato e la domenica, secondo il disegno della stessa confraternita, e due a piacere, per legato e per l’anima di Camillo Cristofori.
Inoltre, si celebrano altre sette messe durante l’anno in altrettante feste della Beata Vergine. Il rettore è il canonico don Domenico Cristofori, al quale si chiede di trasmettere la nota dei beni e di render conto dell’adempimento entro un mese.
Visto l’altare, il vescovo ordina che la custodia nella quale, durante le feste, si conserva al mattino il Santissimo Sacramento per la comunione dei fedeli, sia coperta internamente con un velo di seta e che si munisca l’altare di tela cerata e stragola entro un mese.
Riguardo l’altare di San Girolamo, il vescovo Aleotti, nella sua visita pastorale, dichiarò che fosse devoluto alla chiesa se i presunti patroni non avessero provveduto a munirlo di tutte le cose necessarie per la celebrazione della Messa e il medesimo decreto fu confermato una seconda e una terza volta dal vescovo Blasi, per cui il vescovo dà licenza di demolirlo per decoro della chiesa.
Similmente si procede per l’altare di Santa Lutgarda.
Sul confessionale bisogna apporre il sommario della Bolla In Coena Domini, i casi riservati e delle immagini sacre dalla parte dei penitenti.
In sagrestia è necessario dorare il calice e la patena o, meglio, provvedere a uno nuovo, entro un mese.
In merito alla chiesa tutta, si ordina, infine, di restaurare il tetto nelle parti necessarie.
Fonti: ASDCC, Dioc. Civita, Ordinamento Mengacci, Littera G – Visitationes, 21, cc. 174r-175v