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CHIESA

Chiesa della Madonna della Neve

Già retta da una confraternita laicale, ora dall’economo don Pietro Antonio Toparini, la chiesa si si mantiene coi frutti di alcuni beni per i quali il vescovo chiede conto della gestione.

Sull’altare maggiore c’è un legato di due messe all’anno per l’anima di Caterina Giovannuzzi, per obbligazione della chiesa. Vi è anche eretto un canonicato sotto il titolo di Santa Maria ad Nives, di patronato della famiglia Pazielli, con l’onere di celebrare una messa ogni ogni domenica su questo altare e un’altra il lunedì o il mercoledì sull’altare della Madonna del Carmine o il venerdì sull’altare maggiore della collegiata. Il rettore è don Francesco Andrea Pazielli, al quale si chiede di trasmettere la nota dei beni e di informare dell’adempimento. In quanto alla struttura, il vescovo ordina di provvedere alla tela cerata e stragola, a un piccolo leggio per il messale e di dipingere la croce sul fronte entro un mese.

Sull’altare di San Michele Arcangelo, la confraternita è tenuta a far celebrare, ogni anno, sei messe per Cherubina Serafini e quattro per Agnese Bruni. Poiché si suppone che i suddetti legati siano condizionati in virtù dell’eventuale discendenza degli eredi, monsignor Tenderini ordina all’economo di fare ricerche al fine di trovare la particola dei testamenti così da informarlo. Ingiunge poi di provvedere a un paliotto di diversi colori, almeno di corame, alla tela cerata e stragola, a un piccolo leggio per il messale e di porre il baldacchino entro un mese.

Bisogna restaurare la porta della chiesa nelle parti danneggiate, rimuovere l’umidità e imbiancare tutta la chiesa entro un mese, pena le sanzioni previste.

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