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CHIESA

Chiesa di San Martino

Dista dalla città mezzo miglio, ha un unico altare, dove è eretto un beneficio semplice con l’onere di due messe nella festa del santo titolare. Il rettore è il chierico Ignazio Boni e i beni sono descritti insieme ai beni dell’altro beneficio esistente nella chiesa di San Fortunato, posseduto dal medesimo.

Esaminato l’altare, il vescovo conferma i decreti del vescovo Aleotti e Blasi di provvedere a tutto il necessario – essendo completamente spoglio – sotto pena del sequestro dei frutti presso l’affittuario.

Relativamente alla chiesa nel suo complesso, si ordina di restaurare il tetto e le mura quasi cadenti, di porre un gradino dinanzi la porta, di munire di tela le finestre e, in seguito, di rintonacarla integralmente e di imbiancarla, di riportare la campana e di innalzare una croce di ferro sulla sommità entro tre mesi e, all’esterno, di ripulirla dai rovi.

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