CHIESA
Chiesa di San Lorenzo
È sita fuori la porta superiore del paese.
Il vescovo visita innanzitutto le reliquie, tra le quali spiccano il regno della Croce e altre donate da Giovanni Francesco Cencelli con lettere autentiche del cardinale vicario del 16 febbraio 1705, e ingiunge di porre una croce sulla cassetta di legno e di fissare il cristallo.
Nell’altare maggiore è eretta la confraternita di Sant’Antonio da Padova, aggregata all’arciconfraternita degli Agonizzanti di Roma, come da bolla del 12 novembre 1694, i cui confratelli usano vesti bianche con mozzetta violacea e si riuniscono nelle feste per recitare l’ufficio della Beata Vergine Maria. I beni sono gestiti dagli officiali ai quali si è chiesto di render conto della loro gestione.
La medesima confraternita è tenuta a far celebrare le seguenti messe: una ogni giorno di festa; quattro all’anno per legato di Giovanni Battista Gabrielli; quattro per legato di Francesco Scalchi all’altare di Santa Caterina nella chiesa parrocchiale; cinque per legato di Silverio Ponti e quindici per legato di don Sigismondo Iannoni, comprese tre messe nel giorno della Natività del Signore. Il cappellano della confraternita è don Giuseppe Felici al quale si è chiesto di informare il vescovo riguardo l’adempimento.
Visto l’altare, si è ordinato di coprirlo con tela cerata e stragola e di dipingere la croce sul fronte.
Esaminato l’altare del Santissimo Crocifisso o del Presepe, si è ingiunto di provvederlo di baldacchino e di tela cerata e stragola entro un mese.
L’altare di Santo Stefano è di diritto della famiglia Stefanucci. Stefano Stefanucci, nel suo testamento rogato da Francesco Maria Carletti, notaio di Ronciglione, il 12 ottobre 1693, lasciò a questo altare 25 scudi da corrispondersi da Domenico Stefanucci, suo erede, entro il termine di 25 anni e, nel frattempo, dispose che il detto erede facesse celebrare per la sua anima sei messe all’anno e, essendo trascorso detto tempo, il vescovo ha chiesto di informalo riguardo l’investimento della suddetta somma, altrimenti di rilasciare un mandato esecutivo entro un mese con l’interesse anche della casa. Visto l’altare, si è comandato di provvederlo di vasetti coi fiori, di un paliotto di diversi colori almeno di corame, di tela cerata e stragola, di pradella e baldacchino entro tre mesi, pena le sanzioni previste.
Riguardo la sagrestia, bisogna provvedere a quattro corporali con altrettante palle e a una berretta entro un mese.
Sul confessionale invece, si deve apporre il sommario della Bolla In Coena Domini e le immagini sacre dalla parte dei penitenti.
Infine, bisogna restaurare la parete dal lato della porta maggiore e il tetto nelle parti necessarie e ripulire l’esterno dalle immondizie entro quindici giorni.